Perché, nonostante sia carnivoro per natura, non resiste alle nostre piante da interno?
Se siamo proprietari di gatti e, al contempo, appassionati di piante d’appartamento, avremo sicuramente vissuto quel momento di terrore: un attimo ti distrai a guardare la TV ed eccolo lì, il nostro felino prediletto, che con la grazia di un piccolo Godzilla mastica la nostra preziosa monstera come fosse erbetta fresca. Dietro a questo gesto si nasconde un mondo di istinti primordiali e, diciamocelo, a volte anche un pizzico di noia felina.
Ma perché un carnivoro convinto dovrebbe dedicarsi a spuntini vegetariani?
I nostri gatti domestici, per quanto si siano adattati al divano, portano nel DNA le abitudini dei loro antenati. Una delle spiegazioni più accreditate è che i gatti ingeriscano erba, e per estensione obbligata, le piante d’appartamento, per facilitare il rigurgito di boli di pelo. I nostri amici si leccano, si toelettano, e così facendo ingurgitano una quantità notevole di pelo. Le fibre vegetali, dunque, svolgono un ruolo funzionale nel favorire il transito gastrointestinale e l’espulsione dei boli di pelo accumulati, contribuendo così al benessere digestivo del gatto.
In un contesto naturale invece l’ingestione di erbe può aiutare a liberarsi anche di parti indigeribili delle prede come ossa o piume. In un ambiente domestico dove non vi sono alternative a disposizione e dove una curiosità già insita nel gatto può sfociare un po’ oltre a causa della monotonia, masticare una foglia fresca e croccante può essere un modo per spezzare la noia, per esplorare l’ambiente, soddisfare la necessità di stimolazione orale e godere di nuove consistenze e sapori. Un’azione che stimola l’olfatto, il gusto e, per alcuni, anche un comportamento ludico o un modo per scaricare energia.
Purtroppo molte piante sono delle vere e proprie trappole mortali per i nostri piccoli esploratori. Tante delle comuni piante d’appartamento sono tossiche per i gatti, e l’ingestione, anche di piccole quantità, può portare a conseguenze spiacevoli: da problemi gastrointestinali alla visita d’urgenza dal veterinario. È assolutamente fondamentale per noi conoscere le piante presenti in casa e verificarne la tossicità. Tra le più comuni troviamo il Giglio (Lilium), la cui ingestione, anche in piccole quantità, può portare a grave insufficienza renale acuta, potenzialmente fatale. Poi ci sono piante come la Dieffenbachia e il Pothos (Epipremnum aureum), che contengono ossalato di calcio, una sostanza che provoca bruciore in bocca, salivazione eccessiva e mal di stomaco. Anche l’Azalea e il Rododendro, eleganti ma subdoli, possono causare vomito, diarrea, salivazione eccessiva e, nei casi più gravi, problemi cardiaci. Persino la tanto decantata Aloe Vera, curativa per noi, è lassativa per i nostri amici a quattro zampe e può causare vomito e diarrea. La Stella di Natale, un classico delle festività, ha una linfa lattiginosa irritante per la bocca e lo stomaco oltre ad irritare gli occhi, con conseguenze anche immediate. Ed infine, il Ficus benjamina, un classico da salotto, la cui linfa può irritare la pelle e il tratto gastrointestinale.
Menzioniamo anche l’aglio, che potrebbe essere tra le nostre piante aromatiche, e che può provocare danni epatici. I sintomi di avvelenamento possono variare a seconda della pianta e della quantità ingerita, ma possono includere vomito, diarrea, letargia, salivazione eccessiva, tremori, convulsioni, difficoltà respiratorie, gonfiore e irritazione delle mucose. Se il nostro gatto ha fatto uno spuntino sospetto e mostra uno di questi sintomi, non perdiamo tempo e chiamiamo immediatamente il veterinario. Fortunatamente con un po’ di astuzia la coesistenza piante/gatto è possibile.
La soluzione è offrire ai nostri gatti delle alternative sicure in quanto, avendo scelta, non andranno più a toccare piante che avvertono essere per loro nocive. Possiamo piantare, o acquistare già pronta all’uso, l’erba gatta, facilmente reperibile nei negozi di animali o coltivabile in casa (mi raccomando da tenere lontano da prolungata esposizione ai raggi diretti del sole), e metterla a sua disposizione. È il loro snack preferito, la loro erba magica che li terrà lontani dalle nostre begonie, soddisfacendo il loro bisogno di masticare vegetali in modo sicuro e naturale.
La prevenzione è fondamentale.
Identifichiamo e rimuoviamo tutte le piante tossiche dalla portata del gatto, posizionandole in luoghi inaccessibili pensando poi in futuro di acquistare alternative meno velenose. È un peccato, ma la sicurezza del nostro gatto vale più di qualsiasi vaso di Azalea. Se non possiamo spostare una pianta non tossica, possiamo creare delle barriere fisiche. Utilizziamo vasi sospesi a prova di salto, mensole alte irraggiungibili o, se siamo ostinati perché “quella pianta la voglio in casa comunque”, recinzioni decorative. E per chi ha sperimentato anche il problema di scavi degni di Pompei, possiamo posizionare pietre o pigne nel vaso per scoraggiare creazione di buche o ingestione di terra. Ricordiamo nuovamente che un gatto che si annoia può sfogare la sua energia mordicchiando “cose”: scatole di cartone, plastica ed, appunto, piante; per questo l’arricchimento ambientale è cruciale.
E qui si tocca superficialmente un altro aspetto fondamentale della vita dei nostri amici perché, per loro natura, devono essere stimolati costantemente. Non possiamo permetterci di lasciare i nostri gatti nella noia, perché un ambiente privo di stimoli adeguati non solo li rende più inclini a comportamenti indesiderati, ma può anche compromettere seriamente il loro benessere psicofisico.
Infine, per quanto riguarda l’educazione, ricordiamo: mai punire un gatto! Non capirà perché, ci odierà e continuerà a rosicchiare di nascosto. Le punizioni sono inefficaci e possono solo creare distacco e stress. Invece, quando lo vediamo avvicinarsi a una pianta che non dovrebbe toccare, distraiamo la sua attenzione con un gioco o reindirizziamolo verso l’erba gatta, ricompensandolo con lodi e coccole quando la usa correttamente. Offrendo alternative sicure, creando un ambiente stimolante e prestando attenzione ai segnali di stress, possiamo garantire che i nostri amici felini vivano una vita piena e felice, in armonia con le nostre case e le nostre amate piante. La chiave è l’osservazione, la prevenzione e un pizzico di creatività per soddisfare i loro bisogni intrinseci.
Giorgia Cappelletti – Consulente in Cultura FelinaⓇ certificata – Marche





