Prima micio mangiava solo quel cibo, ma adesso lo rifiuta: si chiama effetto Garcia, che fa sì che il gatto associ quel cibo a un’emozione negativa così da non volerlo più.
Banalmente, anche camuffare medicine con il cibo favorito potrebbe rappresentare un’esperienza dai risvolti fastidiosi che indurrà il nostro amico a non volerla ripetere più!
Infatti il comportamento è dato dalla sommatoria dell’azione più lo stato emotivo in un dato scenario, quindi il gatto non si limita a mangiare ma si nutre mentre si trova in un certo stato emozionale.
Anche se è stato addomesticato, micio continua a conservare i bisogni nutrizionali e comportamentali dei suoi avi selvatici.
I gatti etologicamente amano poter scegliere. Abbiamo in casa un predatore che si adatta alle diverse e varie prede; l’alimentazione, per il nostro amico, non serve solo a mantenerlo in salute ma è anche uno specchio della sua salute mentale ed emotiva.
A volte rifiutare il cibo altro non è che una risposta a stressanti cambiamenti ambientali, altre però rappresenta un campanello d’allarme che riguarda qualcosa di più grave: il gatto tende all’anoressia, un segnale di malattia, questo, che è uno dei primi ad essere evidente agli occhi del proprietario.
Riporta S.Gates che il pasto è un momento di vulnerabilità e ansia. Cause come un altro gatto in giro o un odore sgradevole nei pressi della ciotola generano ansia nel gatto.
Tanti i motivi per cui un gatto smette improvvisamente di nutrirsi: da problemi organici a un possibile problema comportamentale causato da uno stress acuto che provoca rifiuto del cibo.
Quale causa psicologica determina questo comportamento?
Dehasse spiega che la motivazione a nutrirsi è fondamentale per la sopravvivenza, ma può essere scalzata da quella sessuale durante il periodo del calore o anche dall’ansia, la depressione ed anche il nervosismo dovuti a stress: gatti in preda a queste emozioni non avranno voglia di avvicinarsi alla ciotola. Nei casi gravi potrebbe essere disposto dal veterinario anche un aiuto farmacologico. Un altro motivo per cui un gatto è afagico è rappresentato dalla mancanza di accesso al cibo. In un gruppo felino gatti ‘bulli’ controllano le risorse e non permettono ai gatti succubi di avvicinarsi e nutrirsi.
In ogni caso neofobia o anoressia possono portare all’insorgere di lipidosi epatica (grasso nel fegato), condizione potenzialmente fatale, che colpisce il fegato e che necessita di un immediato consulto veterinario.
L’appetito del gatto è regolato dal cervello, attraverso l’attività neuronale e ormonale, ecco perché il modo in cui vengono forniti i pasti, l’umore e lo stato di salute del felino provocano aumento o perdita di appetito.
Ma micio potrebbe rifiutarsi di nutrirsi proprio per cause genetiche derivanti dai suoi antenati: come essi egli preferirà tanti piccoli spuntini ‘di prede’, magari secondo le preferenze apprese dalla mamma. Fondamentale è quindi esporre il gattino a cibo vario per consistenze, dimensioni, gusti.
In tutti i casi di rifiuto del cibo il veterinario può prescrivere farmaci o integratori ricostituenti per stimolargli l’appetito e aiutarne la ripresa.
Senza arrivare a casi limite a volte i mici non rifiutano solo cibi di diversi gusti e consistenze, ma possono opporre il veto alle stesse marche; ecco perché ogni cambio di dieta necessita di un consulto veterinario!
Un altro motivo è rappresentato dalla ubicazione della ciotola. Micio non sarà propenso ad alimentarsi se il cibo è accanto alla lettiera, la ciotola non è sita in un posto tranquillo, ci sono altri animali durante il pasto, il cibo è andato a male o è in una ciotola non pulita.
La forma della ciotola influisce, se è molto stretta con i bordi alti i baffi di micio a contatto sviluppano un disagio noto come stress dei baffi.
E allora come fare per aiutare micio?
Ecco un decalogo di regole ad hoc per prevenire possibili disagi o fargli accettare più facilmente il nuovo cibo:
1.lava quotidianamente i contenitori e separa quelli del cibo dall’acqua
2. cambia materiale della ciotola, bassa e larga, in ceramica o acciaio inossidabile
3. stimola il comportamento alimentare: metti il cibo dentro sfere o puzzles, affinchè il gatto debba ingegnarsi per prenderlo
4. scarta ogni motivo patologico
5. nutri micio poco e spesso
6. non obbligare micio a mangiare quel che non gradisce, ma rendi interessante il nuovo cibo posizionandone poco di lato insieme al vecchio cibo
7. scalda il cibo umido a temperatura preda (37° C )
8. il pasto, per il gatto, non è un momento sociale, ogni gatto deve avere le proprie ciotole separate dagli altri
9. Fallo giocare: 10-15 minuti prima del pasto lo spingeranno ad avere più appetito!
I puzzle feeder sono benefici per micio e vanno dalla riduzione dello stress e della paura, fino ad eliminare comportamenti di eliminazione inappropriata. Gatti anziani, piccoli e disabili ne traggono enormi benefici!
Presta sempre attenzione al comportamento del tuo micio: i gatti camuffano molto bene se provano qualsiasi tipo di malessere, rendendo manifesto il dolore solo quando questo è severo! Rivolgiti al veterinario se noti un cambiamento notevole o un dimagrimento eccessivo.
Se micio è sano ma è solamente quel che potremmo definire un buongustaio, potete sempre provare a incoraggiarlo nutrendolo dalle vostre mani e con cibi dall’odore particolarmente stimolante, rafforzando quell’appagante e miracolosa relazione che si instaura tra l’uomo e il suo amico a 4 zampe!
Celeste Piantadosi – Consulente in Cultura Felina®️ certificata – Sardegna


