È più felice un gatto che vive anche fuori o un gatto che vive solo in casa? Bella domanda! Probabilmente, per avere una risposta chiara e completa, dovremmo chiederlo proprio a loro: i nostri gatti.
L’argomento libertà contro vita casalinga è estremamente interessante ma allo stesso tempo complesso, la maggior parte dei proprietari di gatti si è posta questo quesito almeno una volta e, nel tentativo di trovare una risposta univoca, purtroppo la conclusione è sempre la medesima: un grande e grosso DIPENDE!
Entrambe le scelte infatti presentano sia fattori a favore che contro e proprio per questo motivo è sempre meglio fare una valutazione personale. Una cosa fondamentale però va detta: non è l’ambiente domestico in sé ad essere fonte di stress per un gatto ma il come viene gestito. Possiamo infatti trovare anche esempi di gatti che, pur avendo la possibilità di uscire fuori, presentano problemi comportamentali che manifestano dentro o all’esterno dell’abitazione. Pertanto, affermare che un gatto che vive solo in casa sia stressato a prescindere non è propriamente corretto.
Ovviamente non tutti i gatti si adattano ad una vita completamente indoor: Molti, infatti, devono poter avere un accesso all’esterno altrimenti, a causa dello stress da costrizione e deprivazione sensoriale vanno incontro a problemi comportamentali e/o fisici. Allo stesso tempo, esistono gatti che hanno le competenze ed il carattere che bene si adatta ad una vita dentro casa (o addirittura alcuni non riescono a reggere un’esperienza così emozionante come quella della libertà).
Ma iniziamo con la nostra analisi…
Per un gatto al quale viene data la possibilità di uscire, oltre ad essere caldamente raccomandata la sterilizzazione o castrazione, vanno valutati i vari fattori di rischio:
- Pericoli vari, a partire dalle automobili, cani liberi o predatori più grandi, persone poco tolleranti, sostanze tossiche, ferite, ecc.
- Maggior esposizione ai parassiti
- Possibili lotte con altri gatti e maggior rischio di contrarre malattie infettive
- “Rapimenti” da parte di persone che lo credono abbandonato (per questo motivo si consiglia il microchip sottocutaneo applicabile dal veterinario)
- Smarrimenti
- Media di vita più corta
Un appunto lo merita anche la microfauna autoctona selvatica, la quale sta subendo un impatto da non sottovalutare. Bisogna ricordare che il nostro gatto domestico non è una specie naturale, bensì un prodotto della selezione dell’uomo e come tale non in equilibrio con le altre specie selvatiche: conserva un forte istinto predatorio e perciò caccia nonostante la pancia piena. Ci sono studi su diversi Paesi che riportano dati allarmanti sull’uccisione della fauna selvatica da parte dei gatti domestici, comportando un impatto sull’ecosistema.
Nonostante ciò, un gatto che ha la possibilità di godere della semi-libertà è tendenzialmente:
- Più attivo fisicamente, potendo esprimere al massimo il suo istinto e soddisfare i suoi bisogni
- Ha un minor rischio di sviluppare problemi comportamentali derivanti da stress
- Meno a rischio sovrappeso e obesità
Sarebbe perfetto se tutti potessimo far uscire i nostri gatti in condizioni di totale sicurezza ma purtroppo non è sempre possibile: ecco per quale motivo tanti proprietari optano per una vita completamente casalinga, la quale offre una significativa lista di vantaggi quali:
- Bassi livelli di pericolo (niente automobili o predatori, ecc.)
- Minor rischio di contrarre infezioni o parassiti (viene comunque caldamente consigliata una profilassi antiparassitaria in quanto potremmo portarne nell’ambiente domestico attraverso le scarpe)
- Nessuna lite con gatti esterni con rischio ferite o malattie trasmissibili
- Maggior controllo sulla salute generale
- Durata della media di vita più lunga
Di contro, però, i problemi comportamentali sono molto più diffusi nei gatti che vivono in casa, magari in condizioni di sovraffollamento felino. I gatti domestici che conducono una vita indoor sono tutti, chi più e chi meno, deprivati dal punto di vista sensoriale: sta a noi umani, che abbiamo scelto per i nostri piccoli felini una vita in casa, impegnarci al massimo perché non diventi una fonte di stress.
Una vita lunga e serena è infatti possibile anche in un appartamento, purché venga gestita con arricchimenti ambientali ed emozionali per evitare:
- Stress da costrizione
- Frustrazione da mancata espressione della motivazione predatoria
- Poca attività fisica con rischio maggiore di sovrappeso, obesità e diabete
- Marcature indesiderate da stress (per sovraffollamento, gestione errata delle risorse, cambiamenti nella routine domestica, ecc.)
Le nostre case sono spesso piccole, pertanto già avere la possibilità di uno spazio esterno come un balcone da mettere in sicurezza può essere un ottimo arricchimento per il nostro gatto. Ma solo ciò non sarà sufficiente: bisognerà allestire la nostra casa con una serie di supporti ed accorgimenti in modo che il gatto non si annoi durante la giornata (noia che può facilmente trasformarsi in stress!).
Viene chiamata infatti “arricchimento ambientale” l’aggiunta di alberi tiragraffi di varie altezze e forme in punti specifici della casa (le zone sociali ad esempio), diverse postazioni dove Micio può riposare, mangiare, bere dell’acqua fresca e anche andare in “bagno” con le apposite cassette igieniche. E se tutto questo sembra troppo per i nostri piccoli appartamenti ricordiamo che il gatto è un animale che sfrutta la verticalità per un suo bisogno di sicurezza: perciò andiamo in altezza con tante di queste risorse, approfittiamo dei nostri mobili più alti per creare dei percorsi in quella terza dimensione che noi umani non utilizziamo per spostarci. Facendo così, aumentiamo la superficie del territorio-casa del nostro gatto senza doverci trasferire in una reggia!
Attenzione però che il solo ambiente arricchito non basta: si pensa erroneamente che il gatto sia un animale completamente solitario che non apprezza la compagnia del proprio umano di riferimento… sbagliato! Decidere di accogliere un gatto in casa e gestirlo con una vita indoor comporta la necessità quotidiana di dedicargli del tempo che sia di qualità, attraverso delle interazioni sociali giocose che lo aiutino anche a sfogare il suo istinto predatorio. Ogni gatto avrà bisogno di più o meno sessioni di attività, da modulare in base alle caratteristiche del singolo individuo.
“E se prendessi un altro gatto così si farebbero compagnia dentro casa?”
Ricordiamo che i gatti sono animali sociali facoltativi, ogni possibile convivenza andrebbe valutata bene prima di accogliere un nuovo individuo in casa perché spesso lo stress che prova un gatto casalingo deriva proprio da un sovraffollamento felino. Non c’è una misura fissa per quanto riguarda l’ampiezza della casa ed un numero massimo di individui da poter tenere, dipende sempre dalla storia e dal carattere dei gatti coinvolti, dalla possibilità di uscire o meno, dall’arricchimento ambientale e gestione del tempo e risorse da parte dell’umano. Ogni situazione è a sé ma, in generale, molti gatti in un appartamento dalle dimensioni ridotte sono più a rischio stress rispetto ad altre situazioni.
Esistono infine delle vie di mezzo che permettano al nostro gatto di avere sia la libertà che la sicurezza dai pericoli dell’esterno?
Per nostra fortuna sì e negli ultimi anni se ne sta parlando sempre di più. Una di queste è il rendere il proprio giardino sicuro con reti di protezione e anti scavalco (montaggio a 45° nella parte superiore). Con questa soluzione potremmo dare al nostro piccolo felino la possibilità di uscire di casa in autonomia attraverso una gattaiola oppure a richiesta, mantenendolo però protetto da automobili o altri pericoli esterni e riducendo perfino la caccia della fauna selvatica.
Purtroppo, non tutti hanno un giardino a disposizione o che possa essere messo in sicurezza, per questo motivo molte persone hanno iniziato ad abituare i propri gatti alle uscite con il guinzaglio e la pettorina. Il consiglio è sempre quello di ascoltare il proprio gatto, abituandolo gradualmente con un percorso che inizia dall’interno di casa e che porta ad una condizione di fiducia reciproca e associazione positiva rispetto a questo tipo di attività.
Non tutti i gatti sono fatti per uscire con la pettorina ma, tutti coloro che lo fanno, possono confermare che non è il proprietario a guidare il Micio ma l’esatto contrario: “il gatto non è un cane” è spesso ciò che si contesta a chi porta fuori il proprio gatto con questa modalità. Esatto, non è un cane e pertanto necessita di una gestione e comprensione completamente differente: per questo motivo si consiglia di non improvvisare ma di chiedere piuttosto aiuto ad un esperto come un consulente felino su che cosa sarebbe ideale per il proprio gatto ed eventualmente come fare.
Il che ci riconduce all’inizio di questo argomento: che si decida di far uscire libero oppure tenere in casa, ciò che dovrebbe essere importante è solo l’ascolto dei bisogni del proprio gatto!
Martina Silvestri – Consulente in Cultura Felina®️, Gorizia e Provincia, Udine e Provincia






