Di giorno se la dorme beatamente… poi arriva la notte e quella tenera palletta di pelo si scatena con corse sfrenate, miagolii e agguati ai nostri piedi sotto alle lenzuola!
Ma cosa sta succedendo?
I gatti sono diventati di enorme successo, negli ultimi anni, fra gli animali familiari. Eppure c’è un aspetto con il quale moltissimi caregivers finiscono per scontrarsi, soprattutto se si tratta di un gatto giovane: l’attività notturna e mattutina!
Dopo aver provato qualsiasi tecnica fai-da-te, sono tanti i proprietari di gatti che alla fine si rendono conto di quanto sia fondamentale capire qual è il bisogno che muove il comportamento del loro gatto, per poi andare alla ricerca delle soluzioni più efficaci.
Le richieste notturna all’umano di riferimento o, in generale, il ripetersi di attività che possono disturbare il sonno, spesso arrivano da tre esigenze diverse. Vediamo quali sono e come affrontarle.
Iniziamo anzitutto dicendo che i gatti vengono definiti animali crepuscolari, ovvero più attivi proprio nelle fasce orarie dell’alba e del tramonto. Discendono dal loro antenato predatore, il Felis Lybica, un animale selvatico che durante il crepuscolo è impegnato nella caccia. Questa caratteristica è stata ereditata anche da tutti i nostri gatti domestici e non è possibile eliminarla.
Non a caso anche i loro sensi si sono adattati proprio allo scopo di essere il più efficienti possibile durante le sequenze predatorie in assenza della piena luce diurna, come ad esempio la vista.
Abbiamo dunque dei formidabili cacciatori con un istinto predatorio ed un arousal (= eccitazione, livello di attivazione psicofisico di un organismo in risposta ad uno stimolo) molto alti in specifici momenti della giornata che vengono però, in molti casi, confinati in un ambiente domestico povero di stimoli e senza la possibilità di essere soddisfatti a dovere.
Questa specifica mescolanza di fattori è una delle principali cause delle sveglie notturne (o mattutine) indesiderate da parte dei nostri gatti.
Ma non solo…
I gatti in natura sono soliti alimentarsi facendo tanti piccoli pasti, arrivando fino a 15-20 cicli di caccia al giorno (sempre prediligendo le fasce orarie dell’alba e del tramonto).
Nella vita domestica, l’umano tende a voler allineare lo stile di vita del gatto al proprio, compresa la somministrazione del cibo: purtroppo però fare due o tre pasti al giorno non soddisfa il naturale bisogno del gatto. Ciò può portare a frustrazione sia nel momento stesso in cui viene dato l’alimento – attraverso manifestazioni di voracità nell’assunzione del cibo – ma anche durante le ore notturne, quando il caregiver è presente in casa ma sta riposando.
Il sistema digerente del gatto non è abituato a sopportare periodi di digiuno lunghi 7-8 ore, poiché si tratta di un carnivoro stretto. Ecco perché alcuni gatti possono arrivare all’alba oggettivamente affamati e richiedere all’umano da mangiare: dunque, se l’ultimo pasto è stato fornito poco prima di andare a letto, fanno la cosa più naturale del mondo rispondendo ad una sveglia interna, fisiologica, perché per loro è effettivamente passato un sacco di tempo dall’ultimo pasto.
Per tutti i gatti che hanno la possibilità di vivere sia all’interno che all’esterno dell’ambiente domestico, la notte e la mattina presto sono i momenti migliori per uscire e soddisfare sia il bisogno esplorativo, che di caccia e marcatura territoriale. Quante volte è capitato di sentire litigi fra gatti proprio durante le ore notturne? Ecco, in questi orari spesso e volentieri i gatti regolano i conti territoriali con gli intrusi.
Per questo hanno imparato che miagolando e grattando sulla porta, qualcuno prima o poi andrà ad aprire loro per farli uscire in giardino.
E infine, proprio a proposito di quello che noi facciamo per accontentarli o al contrario tentare di farli stare buoni: tutto ciò non fa altro che rinforzare il comportamento indesiderato dei nostri gatti.
Coccolarli per calmarli, alzarsi dal letto e farli giocare o mangiare, prenderli in braccio per consolarli… ma anche sgridarli o lanciare loro un cuscino per la disperazione: ognuna di queste cose contribuisce a far ottenere una piccola parte di quell’attenzione che vanno cercando!
Quindi, se non si può né consolarli né punirli, che cosa bisogna fare?
Se Micio ci sveglia per fame, una buona soluzione può essere quella di passare in modo graduale ad una dieta ad libitum, ovvero dove parte del cibo rimane sempre a disposizione. In particolare sarà il cibo secco ad essere tenuto a libero prelievo, possibilmente con il giusto dosaggio e suddiviso in più postazioni pappa all’interno dell’ambiente di casa. Nel caso in cui si faccia ricorso a dispenser automatici, si consiglia di impostarli con il numero massimo di erogazioni possibile, anche durante la notte. Dunque oltre ad abbattere il possibile stress da risorsa mancante, in questo modo si potranno anche eliminare tutte quelle richieste dovute alla vera e propria fame.
Se invece il gatto manifesta delle richieste di attenzione dovute dalla noia, bisognerà impegnarsi anzitutto nell’arricchire l’ambiente di casa di supporti per attività motorie e sensoriali. Dunque tiragraffi di varie altezze, con materiali diversi (anche naturali come il legno). Tante postazioni dove potersi mettere a dormire sfruttando spazi vuoti nelle librerie o utilizzando delle amache per finestre, scatole di cartone, tunnel per gatti o ceste in vimini. Possono anche essere lasciati a disposizione dei giochi da fare in autonomia come topolini o palline, cuscinetti con erba gatta e attività di problem solving.
Ma la seconda parte più importante sarà quella della routine quotidiana assieme a noi: non potranno mancare infatti delle sessioni di gioco predatorio assieme all’umano di riferimento, durante le quali dare libero sfogo all’istinto di caccia su giocattoli come le cannette da pesca, utili anche per rinforzare la relazione e comprendere meglio ciò che piace di più al proprio gatto.
Se sarà presente una solida routine di attività, un ottimo arricchimento dell’ambiente che lo renda stimolante ed interessante e infine una buona gestione alimentare, dovremmo essere sicuri di aver soddisfatto il nostro gatto e prevenire così i fastidiosi risvegli all’alba!
Una volta gettate queste solide fondamenta, non resta che ignorare nella maniera più assoluta qualsiasi richiesta notturna di Micio: niente coccole per rassicurarlo, niente spruzzino dell’acqua e rimproveri. Piuttosto fingersi morti, l’importante è non gratificare il comportamento indesiderato!
Infine, se escluso tutto il resto la fonte del problema è la necessità di uscire all’aperto, bisognerà essere fermi nell’impostare una routine quotidiana di ingressi e uscite. Ma quando Micio starà dentro casa, dovrà comunque essere circondato da un ambiente ricco di stimoli e nel quale sentirsi sicuro. In alternativa, si potrà optare per una gattaiola: ne esistono anche di più tecnologiche, che permettono l’ingresso e l’uscita solo ai gatti di casa microchippati, evitando così spiacevoli visite dai gatti del vicinato.
Martina Silvestri | Consulente in Cultura Felina®️ – Gorizia e Provincia








