L’estate è arrivata, quest’anno più dirompente che mai, e con essa arrivano anche le tanto agognate e meritate ferie. Per chi ha un animale domestico, il pensiero delle vacanze non può non essere rivolto anche alla vita dell’amico a quattro zampe. E per giuste ragioni. E’ importante che il nostro bisogno di riposo non si scontri in maniera travolgente con quelli che sono i bisogni dell’animale. Ricordiamoci che la convivenza significa anche trovare i giusti compromessi. Perciò, cosa dobbiamo fare se conviviamo con un gatto e vogliamo goderci delle serene ferie senza che il nostro amico soffra la solitudine? Vediamo di fare un po’ di chiarezza in questo articolo dove ci concentreremo su chi, per un motivo o per un altro, deve lasciare il gatto a casa.
IL GATTO SI SENTE DAVVERO SOLO?
Non è semplice rispondere a questa domanda perché non c’è, in realtà, una risposta assoluta. Il gatto, come ormai ben sappiamo, è animale sociale facoltativo, che quindi sceglie se interagire con i suoi conspecifici o con altre specie. Essendo il nostro amico di casa un Felis silvestris catus, si può considerare come domestico. Tende quindi a necessitare delle interazioni con noi umani. Ogni gatto, però, va visto nel suo contesto ed è diverso l’uno dall’altro. Anche i felini di razze selezionate, che quindi dovrebbero avere un carattere “definito”, devono comunque essere valutati sul momento, perché potrebbero aver subìto delle mancanze e/o dei traumi che hanno cambiato radicalmente il loro carattere. Di conseguenza, ci sono gatti molto più sensibili alla solitudine di altri. E’ importante non lasciare che i luoghi comuni, ancora molto radicati sui gatti, ci guidino anche in questo caso, dove solitamente si sente dire “il gatto sta bene anche da solo”.
IL GATTO A CASA DA SOLO PER PIU’ GIORNI
Se conviviamo con un micio molto sensibile, pauroso, ansioso oppure anziano, o ancora che soffre di una qualche patologia, è importante prendere più accorgimenti possibili per evitare che lo stress della nostra assenza possa peggiorare il suo stato d’animo e di salute. E’ inevitabile che un poco di stress venga percepito dall’animale, perché si verificherà comunque un cambiamento nella sua routine quotidiana. Se solo potessimo spiegare al gatto che torneremo dopo qualche giorno! Ma dal momento che non possiamo, dobbiamo lavorare di prevenzione in modo che la quantità di questo stress sia più bassa possibile. E’ necessario informarsi, prima di tutto, su chi è disponibile fra le nostre conoscenze, a prendersi cura per TUTTI i giorni in cui saremo via, del nostro micio di casa. Dico “tutti” perché sarà meno destabilizzante per il gatto vedere la stessa persona piuttosto che vari individui nel corso dei giorni. Ideale chiedere a qualcuno che il gatto conosce bene, un parente o un amico e, perché no, un vicino a noi caro e che ama i gatti! Sarà necessario impostare una routine fissa in cui la persona incaricata dovrà andare a sistemare cibo e cassettina della lettiera, almeno due volte al giorno e, se il gatto lo consente, fare anche una piccola sessione di gioco. Fissando degli orari più precisi possibili, il gatto percepirà meno tensione ambientale e quindi anche meno stress dovuto alla mancanza degli amici di casa. Importantissimo rispettare gli orari nel caso di somministrazione di un medicinale. A chi se ne prende cura, dovremo lasciare scorte a disposizione sia di lettiera che di cibo e anche il numero del nostro veterinario e/o della clinica più vicina.
CATSITTER, SI O NO?
Il servizio di cat sitting sta prendendo piede anche nel nostro paese, ma come tutte le cose che diventano all’improvviso più diffuse, è importante saper riconoscere la o il catsitter più adatto alle nostre esigenze. Se non abbiamo nessuno a cui affidare la cura del nostro micio, possiamo richiedere il servizio di catsitting. E’ importantissimo non ridursi all’ultimo minuto, perché la scelta della persona giusta è fondamentale. Come in tutti i lavori, ognuno ha il proprio modo di operare e può succedere che un catsitter non rispecchi quella che è la nostra idea. Alcuni, inoltre, non sono disponibili a seguire certi orari o a prendersi cura di un animale malato. La selezione fa fatta con cura e attenzione. Inoltre, è bene che il gatto veda per qualche giorno questa persona, per non creare uno “shock” nel momento di tensione in cui si ritrova senza i suoi amici di casa. Per fortuna ci sono tante brave persone che si impegnano per il bene dei gatti e studiano anche, per approfondire le proprie conoscenze. Di questi tempi, il modo migliore per trovare questo tipo di servizio è la ricerca online.
LE REGOLE DA CHIARIRE PRIMA DI PARTIRE
Che sia un servizio di cat sitting o un favore di un amico/parente, bisognerà mettere bene in chiaro le regole da rispettare per non destabilizzare l’umore del gatto e non incorrere in qualche inghippo spiacevole. Ad esempio, se il nostro micio di casa non è abituato ad uscire, bisognerà mettere nero su bianco che non dovrà essere portato fuori per nessuna ragione. Se il nostro gatto mangia un determinato alimento, quello dovrà essere somministrato, niente di extra. Non solo questo manterrà la tanto agognata routine del gatto di casa, ma impedirò anche conseguenze spiacevoli (ad esempio gatto che esce fuori e non ritorna o che si sente male per uno snack che non doveva mangiare). Se ci organizziamo in anticipo e cerchiamo di prevedere tutte le necessità di cui il nostro micio avrà bisogno in nostra assenza, quindi quelle che normalmente vengono fornite, la solitudine non verrà percepita in modo estremo tanto da creare disturbi dell’umore del gatto. Ancora una volta, un buon lavoro di prevenzione, rende gatti e persone più sereni.
Roberta Catani – Consulente in Cultura FelinaⓇ certificata





