Il gatto è un animale che per definizione risulta un vero e proprio “maniaco del controllo”.
Infatti, per avere dei bassi livelli di stress e, conseguentemente, una buona qualità di vita, deve avere il controllo sulla routine quotidiana e sull’ambiente dove vive, essendo predatore quanto preda e un animale molto territoriale.
Idealmente dovremmo fornire da subito una routine fissa e quindi prevedibile per il nostro gatto, oltre a fornire un ambiente adeguatamente stimolante, tranquillo e misura di felino.
Nel gatto domestico, alcune delle principali fonti di stress nonché motivo d’insorgenza di comportamenti problematici sono proprio i traslochi, lo sconvolgimento degli ambienti interni, l’inserimento di nuovi gatti/cani, la nascita di un bambino, ovvero tutte quelle dinamiche che forniscono al gatto una sensazione di mancanza di controllo ambientale o di routine, con conseguente percezione di vulnerabilità.
Se, ad esempio, vogliamo far acquisire sicurezza ad un gatto con un temperamento particolarmente insicuro o diffidente, la prima cosa da fare è fornirgli un ambiente che dia tranquillità e controllo e una routine quanto più possibile stabile e, quindi, prevedibile.
Il gatto è un animale che è stato addomesticato ed ha dovuto adattarsi ad un ambiente per lui molto limitato e spesso limitante, come può essere un appartamento.
Uno degli aspetti principali sui quali focalizzarsi, infatti, quando adottiamo un gatto, è la creazione di un ambiente quanto più confortevole e che riproduca le caratteristiche ideali dell’ambiente naturale: spazi adeguati con la possibilità di arrampicarsi, intanarsi o nascondersi in caso di necessità, superfici verticali e orizzontali sulle quali effettuare graffiature, giochi, punti acqua, cibo e lettiere in numero adeguato.
Un ambiente ben organizzato, nel quale le esigenze feline sono soddisfatte, ed il gatto ha un buon controllo del territorio, può ridurre notevolmente lo stress apportato da un cambiamento improvviso.
Un gatto con un basso livello di stress, che ha una routine fissa ed un ambiente correttamente organizzato avrà molte meno difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e questo porterà ad una condizione maggiore di benessere, fisico e psicologico.
Proprio a causa della loro necessità di stabilità e prevedibilità, comportamento etologicamente funzionale ed indispensabile per sentirsi “sicuri”, il gatto è un animale abitudinario che potrebbe mal sopportare cambiamenti improvvisi di vario genere.
Per cambiamenti di routine s’intendono tutte quelle situazioni sopraelencate (traslochi, nascite, etc..) ma anche, banalmente, la modifica del mobilio o dell’organizzazione degli oggetti di comune utilizzo del gatto. Ad esempio, se per un qualsiasi motivo decidessi di spostare il tiragraffi più utilizzato dal gatto, magari quello che dà anche possibile verticalità all’ambiente e che gli consente di avere controllo su quella determinata stanza, non dovrei farlo in maniera repentina ma spostandolo in direzione del nuovo sito per circa un metro al giorno. Stessa cosa vale per ciotole, lettiere, luoghi di riposo ma anche nel caso di nuovi mobili o, per esempio, oggetti legati all’arrivo di un bambino (passeggino, culla) o di un nuovo animale domestico (nuova cuccia, nuova lettiera): dobbiamo dare il tempo al gatto di osservare, annusare, elaborare e magari utilizzare marcature facciali come “accettazione” della novità.
Per ciò che riguarda la prevedibile struttura della giornata tipo di un gatto indoor, dobbiamo considerare che alcune cose sono fuori dalla nostra possibilità di controllo: i gatti seguono il rimo circadiano, nonostante l’ambiente domestico possa essere limitante percepiscono la differenza fra giorno e notte. Inoltre, nella maggior parte delle famiglie lavorano o studiano fuori casa quasi tutti i membri, seguendo orari e routine generalmente stabili, salvo nei giorni di riposo.
Oltre a questo, ciò che fornisce al gatto una routine chiara sono i momenti dedicati a lui, come il momento del pasto: per alcuni uno dei momenti preferiti! Chiaramente il gatto non ha l’orologio, ma sa perfettamente che, ad esempio, quando mi preparo il pranzo una delle cose della quale mi occupo è fornirgli il pasto e quel momento può dar via ad una serie di altre circostanze quotidiane, che noi umani compiamo con automatismo ma che il gatto osserva, elabora e rende anche sue.
Per ciò che riguarda il momento del pasto, oltre alla variazione graduale dell’orario se necessario, andrebbe effettuata anche un’introduzione graduale dei nuovi alimenti: proporremo il nuovo alimento in una quantità ridotta nella ciotola affiancata al cibo abituale. Gradualmente andremo a ridurre la quantità del vecchio cibo a favore del nuovo. Questo vale anche per un’eventuale cambio di lettiera e il suo relativo substrato.
Un’altra cosa che andrebbe quanto più possibile mantenuta fissa e coerente è quella legata alle interazioni e alla relazione uomo/gatto: che sia legata ad un momento di carezze, riposo, coccole o al gioco, è importante che il gatto abbia più momenti quotidiani. L’ideale per favorire percezione di controllo di questi momenti è l’alta frequenza e la bassa intensità. Chiaramente qui si parla genericamente senza tener conto delle preferenze ed attitudini individuali, ma in linea di massima l’interazione non va mai forzata e, se abbiamo un gatto che non ama il contatto fisico o semplicemente non ci conosce ancora bene e non si fida abbastanza di noi, diamogli tempo e forniamo delle alternative come, ad esempio, il gioco.
Una buona routine di gioco, relazionale poiché effettuata con il proprietario, dovrebbe prevedere più sessioni giornaliere con un gioco a cannetta.
Un consulente in cultura felina potrà indicarvi modalità e strumenti per organizzare la routine ideale e più funzionale alla vostra situazione individuale.
Vacanze e partenze:
Uno dei momenti più complicati da affrontare è il cambiamento legato a viaggi o lunghe assenze dei proprietari.
Se si sceglie di portare il gatto in vacanza con noi, andrà abituato tempo prima innanzitutto al trasportino, favorendo in casa e con associazioni positive, quali snack e catnip, la conoscenza dell’oggetto, prima aperto e poi chiudendolo per pochi minuti. Una volta arrivati nella nuova location, il gatto andrà fatto ambientare prima in una stanza, in sicurezza, con tutti gli oggetti ed odori a lui familiari. I tempi di abituazione e adattamento sono variabili da gatto a gatto, ma solo una volta che lo valuteremo ambientato e sicuro di sé potremo fargli esplorare gradualmente le altre stanze. La casa in ogni caso dovrà essere messa in sicurezza preventivamente per azzerare il rischio di possibili fughe.
Se invece si opta per lasciare il gatto nel suo ambiente abituale, affidato alle cure di qualcuno di esterno alla famiglia, è bene che si conoscano precedentemente alla partenza del proprietario e che la persona dedicata sia disposta a farsi conoscere (odore/voce/presenza in casa) e che in quelle occasioni fornisca il pasto e le cure che poi faranno parte della “nuova routine provvisoria”. Se il gatto risultasse introverso, timido, pauroso o molto sensibile, potrebbe aver bisogno di tempo, osservazione ed elaborazione per acquistare fiducia. Mai forzarlo né prenderlo il braccio ma, anzi, dovrebbe avere sempre possibilità di fuga/evitamento e dei tempi di cui necessita per desiderare l’avvicinamento, il contatto, la spazzolatura o semplicemente l’accettazione del cibo fornito.
Elisa Macrì – Consulente in Cultura FelinaⓇ – Roma





