Tra i motivi per i quali i gatti sono animali tanto amati c’è sicuramente la loro capacità di fare le fusa, perché non c’è niente di più bello di questo suono unico, in particolare quando è il momento delle coccole, poiché attraverso le fusa il gatto comunica le sue emozioni e si stabilisce una profonda sintonia con il padrone. Come il gatto riesca ad emettere questa particolare comunicazione sonora e perché la faccia sono domande a cui in molti non sanno dare una risposta.
Come fa il gatto a fare le fusa?
Partiamo col dire che le fusa non sono una prerogativa esclusiva del gatto, ma della maggior parte delle specie feline. Infatti soltanto quattro grandi felini, cioè leoni, tigri, leopardi e giaguari, non fanno le fusa, ma in compenso sanno ruggire. Questo è dovuto alla diversa conformazione di un particolare osso presente nella gola: l’osso ioide che, se rimane in parte ossificato e in parte no, permetterebbe di ruggire ma non di fare le fusa, se invece si ossifica completamente permetterebbe di fare le fusa, ma non di ruggire. Secondo alcuni studiosi sarebbe dunque la presenza dell ‘osso ioide, completamente formato, responsabile dell’emissione delle fusa. Ma ci sono anche altre teorie al riguardo, ad esempio, in passato, è stato teorizzato che fossero prodotte dalla vibrazione del vaso sanguigno più grande, la vena cava, e che il suono venisse poi amplificato dalla gabbia toracica, ma questa teoria è stata, ad oggi smentita. Alcuni esperti di anatomia felina, invece, affermano che le vibrazioni delle fusa siano determinate dalle corde vocali e dai muscoli della laringe i quali, espandendo e contraendo la cavità orale, vibrano cambiando d’intensità in base alla inspirazione e alla espirazione del gatto. Secondo altri scienziati esisterebbe una membrana, specifica per le fusa, presente nella zona della laringe. Un’ultima ipotesi afferma che le fusa siano prodotte da una segnalazione intermittente di muscoli non solo della laringe, ma anche del diaframma. Quando il cervello del gatto invia un particolare segnale, i muscoli della laringe cominciano a vibrare, mantenendo un ritmo di 20- 30 vibrazioni al secondo. Questo movimento apre e chiude lo spazio presente tra le corde vocali, producendo un suono al passaggio dell’aria, sia quando entra che quando esce. Il diaframma, a sua volta, vibra nella fase di inspirazione, con un ritmo asincrono rispetto alla laringe, quindi il diaframma si contrae quando la laringe si rilassa e viceversa, facendo sì che si produca il caratteristico suono delle fusa. Secondo studi recenti, la teoria più accreditata sarebbe quella, secondo la quale, le fusa sarebbero frutto di una vibrazione che parte dalla laringe del gatto, presumibilmente determinata dalle corde vocali.
Abbiamo detto che il gatto è in grado di fare le fusa sia quando inspira che quando espira ma, attraverso accurate misurazioni, è stato possibile stabilire che il rumore delle fusa prodotto quando l’aria entra è più breve e più intenso ed ha una frequenza tra i 27 e i 40 Hertz, mentre quello prodotto quando l’aria esce è più lungo e più silenzioso, con una frequenza che va dai 16 ai 28 Hertz. Tuttavia si tratta di variazioni impercettibili per l’orecchio umano, che infatti avverte le fusa come un mormorio lungo e continuo.
Questo suono che sembra così naturale per il nostro gatto è in realtà frutto di un impegno anatomico rilevante. Anche i gattini appena nati sono in grado di emettere un suono simile alle fusa, quando sono alla ricerca del latte di mamma gatta, ma sarà necessario per loro tanto esercizio e aspettare di crescere un po’, prima di essere in grado di produrre vere e proprie fusa. Questo esercizio, imparare a fare le fusa, è molto importante ed estremamente utile sia per lo sviluppo psichico che per quello della struttura ossea e muscolare dei gattini.
Se è vero che il meccanismo con cui vengono prodotte le fusa è identico per tutti i gatti, è pur vero che ognuno di loro ha un suo suono caratteristico, esattamente come la voce è tipica di ogni individuo, come lo è per gli esseri umani. Questo perché il timbro deriva dalla conformazione della laringe e dall’estensione della gabbia toracica: un micino emetterà fusa più acute rispetto ad un gattone, capace di generare suoni più bassi e profondi. Anche la modalità e il volume con cui vengono prodotte le fusa è estremamente individuale. Ci sono infatti gatti che fanno fusa ritmiche e costanti, mentre altri lo fanno con suoni sporadici o intermittenti. Le fusa di alcuni gatti, poi, sono così silenziose da essere quasi impercettibili, al contrario di quelle molto rumorose e udibili anche a distanza.
Le fusa non sono una comunicazione sonora riservata agli umani, come lo è invece la gamma di miagolii che ogni micio adotta nella relazione con il suo caregiver, ma i felini utilizzano le fusa indipendentemente dalla presenza degli umani, basti pensare ai felini selvatici che fanno le fusa come i gatti domestici.
Ma perché i gatti fanno le fusa?
I gatti fanno le fusa, sin da piccoli, quando vengono allattati dalla mamma, quando incontrano un loro simile che riconoscono come appartenente al proprio gruppo, possono salutarlo con questo suono rassicurante, lo stesso può avvenire nel momento dell’allogrooming, ovvero quando si lavano a vicenda. Un gatto può fare le fusa ad un suo simile molto agitato per comunicargli di stare tranquillo, rassicurandolo che non ci sarà alcuno scontro.
Nel rapporto con gli umani, fanno le fusa quando ricevono le coccole, quando si accucciano sul letto per un pisolino con il loro caregiver, quando mangiano il loro cibo preferito, per attirare l’attenzione o per esprimere un bisogno, come ad esempio la fame. Alcuni studi hanno indicato come i gatti siano stati capaci di modificare le fusa, affinché avessero un suono particolarmente gradevole per l’orecchio umano, al fine di ottenere più facilmente attenzioni e cure.
In sostanza verrebbe da dire che il gatto faccia le fusa quando è felice. Questo è corretto solo in parte perché fare le fusa va ben oltre la semplice espressione di uno stato di benessere.
Nonostante le numerose indagini sulle condizioni che precedono, accompagnano e seguono le fusa, ancora oggi siamo nel campo delle ipotesi sul perché i gatti emettano questo suono.
Quello che è emerso fino ad ora è che il gatto non faccia le fusa solo quando è sereno, ma che possano essere l’espressione di una molteplicità di stati d’animo, anche negativi, come la paura, la sensazione di stress eccessivo, il dolore, la malattia, la fame, a volte anche l’avvicinarsi della morte.
In tutte queste circostanze i gatti utilizzano le fusa come “tranquillante”, infatti, attraverso questo suono i felini sono in grado di calmarsi da soli e non solo.
È stato dimostrato che le frequenze emesse con le fusa, favoriscono il miglioramento della densità ossea attraverso le vibrazioni che coinvolgono tutto il corpo del gatto e lo aiutano a guarire in caso di lesioni o infortuni. Il suono profondo e costante delle fusa fa rilasciare, nel corpo del gatto la serotonina, l’ormone della felicità, che produce una sensazione di benessere e di conseguenza ha un effetto rilassante in situazioni difficili. Ecco perché può accadere che alcuni gatti facciano le fusa quando esplorano con circospezione un posto nuovo, dopo un’esperienza particolarmente stressante e, ancora, quando sono molto malati o stanno per morire, entrando in una sorta si stato di ipnosi autoconsolatoria.
Le fusa fanno bene anche agli umani
Lo stesso effetto calmante e terapeutico che le fusa hanno sui gatti si è rivelato efficace anche per gli esseri umani. Questo perché queste magiche vibrazioni non solo favoriscono il rilascio di endorfine, ma grazie alla loro particolare frequenza hanno un effetto terapeutico.
Le fusa del gatto sono, infatti, calmanti anche per l’uomo, avendo il potere, attraverso la vibrazione, di rilassare il sistema nervoso, abbassando il livello di stress e allentando le tensioni psicosomatiche.
Anche il cuore beneficia del suono delle fusa che riescono a regolarizzare il battito cardiaco. Così come, da uno studio riportato su Journal of Vascular and Interventional Neurology, è emerso che la pressione sanguigna, grazie alle fusa, si mantenga entro valori normali.
Si è inoltre scoperto che la frequenza delle fusa dei gatti favorirebbe il processo di cicatrizzazione e rigenerazione del tessuto cutaneo dopo una ferita, ostacolando, addirittura, la proliferazione di alcuni tipi di batteri, riducendo in questo modo il rischio di infezioni.
Anche il respiro affannoso può ritrovare regolarità attraverso le fusa e, benché in misura minore di quanto accada per gli stessi gatti, le fratture ricevono un aiuto per la guarigione perché le vibrazioni stimolano, anche nell’uomo la rigenerazione ossea.
Ma perché si chiamano fusa?
Il nome deriva dal fatto che il suono delle fusa richiami alla mente il vorticare garbato del fuso che si usava un tempo per filare la lana. Un’antica leggenda britannica racconta di una principessa che, per liberare il suo principe da un incantesimo, avrebbe dovuto filare diecimila matasse di lana. Con l’aiuto dei suoi tre gatti, la principessa riuscì a portare a termine l’impresa e, per ringraziare i suoi preziosi aiutanti, regalò loro la capacità di fare le fusa, vale a dire il rumore dei fusi sul telaio.
Il suono onomatopeico, simile alla lettera “r” ripetuta dolcemente, in molti paesi dà il nome alle fusa che, ad esempio, in inglese si chiamano” purr”, in spagnolo “ronroneo”, mentre in italiano “fusa” non è onomatopeico.
Le fusa rimangono ancora un affascinante mistero da scoprire, ma ciò che ormai è chiaro e incontrovertibile è l’enorme valore terapeutico che abbiano questi suoni che rendono i gatti compagni di vita ancora più preziosi e speciali.
Maria Teresa Fiore – Operatore BEG®️ certificato




