Chi vive con un gatto sicuramente avrà notato quanto tempo trascorra a leccarsi con cura, più volte e in determinati momenti del giorno.
Questo comportamento, chiamato nel gergo tecnico “grooming”, sembra apparentemente semplice e spontaneo, ma racchiude in realtà una serie di funzioni fondamentali per il benessere fisico ed emotivo del gatto.
Il grooming non è solo una questione di pulizia: è un rituale complesso, radicato nell’istinto e natura del gatto. Rivela molto del suo stato d’animo, della sua salute e persino della relazione con l’ambiente circostante. Capire perché il gatto dedica così tanto tempo a leccarsi significa entrare nel cuore della sua etologia, rispettarla e supportarla nel modo più consapevole.
In questo articolo esploreremo le molteplici funzioni del leccamento, le caratteristiche anatomiche che la rendono possibile e i segnali da osservare per distinguere una routine sana da un comportamento eccessivo.
L’attività di leccarsi nel gatto è un comportamento istintivo, innato e appreso, presente fin dai primi attimi di vita. Il primo gesto che compie la madre nei confronti dei suoi piccoli è quello di leccarli, per liberarli dalla placenta e stimolare il respiro.
Successivamente, si occuperà della loro pulizia per tutto il primo periodo di vita, poiché i gattini non sono ancora in grado di evacuare autonomamente e per stimolarli, la madre li lecca nella zona perineale.
Solo a partire dalla terza settimana di vita inizieranno a lavarsi da soli, arrivando ad essere totalmente autonomi al compimento delle sei settimane.
Il grooming non ha soltanto una funzione di cura e igiene personale: svolge anche un ruolo sociale e comunicativo ben preciso. Il gatto tende a leccare i membri del proprio gruppo sociale con un obiettivo specifico: lasciare il proprio odore e contribuire alla creazione di un odore comune.
Questo comportamento è noto come “allogrooming”, ovvero il leccamento reciproco, e si osserva esclusivamente tra gatti ben socializzati tra loro.
Le aree più frequentemente coinvolte sono il muso e le orecchie, parti del corpo difficili da raggiungere autonomamente.
Le diverse forme di grooming
Il leccamento nel gatto si manifesta in due forme principali: “self grooming” e “mutual grooming”.
Il self grooming è un rituale quotidiano ben strutturato, composto da quattro fasi precise: leccamento, mordicchiamento, grattamento e tiro del pelo. Questa sequenza si manifesta nei momenti di tranquillità e relax, nelle zone in cui il gatto è solito riposare o in contesti sociali rilassati.
Il mutual grooming, invece, è una forma di interazione tra gatti che rafforza i legami sociali. Può essere un gesto di affiliazione, ma anche una strategia comunicativa: in determinati casi un gatto può leccare un altro per allontanarlo da una risorsa contesa, come una ciotola o una cuccia.
Le funzioni del leccamento
Vediamo nello specifico quali sono le molteplici funzioni che lo rendono così importante per il benessere generale del gatto:
- Igiene e cura del pelo: Leccandosi, il gatto rimuove lo sporco, i residui di cibo, eventuali parassiti e distribuisce il sebo prodotto dalle ghiandole cutanee presenti in diverse parti del corpo. Quest’ultimo ha proprietà protettive, rende il manto impermeabile e contribuisce a mantenere la pelle sana.
- Regolazione della temperatura corporea: la saliva del gatto svolge una funzione termoregolatrice. In estate, il gatto si lecca per raffreddarsi, poiché la saliva evaporando, contribuisce a dissipare il calore corporeo.
In inverno, la toelettatura porta il mantello a mantenere la sua funzione isolante, aiutando il gatto a conservare una temperatura corporea adeguata anche in presenza di temperature più rigide. - Stimolazione della circolazione e rilassamento muscolare: il movimento ritmico della lingua, accompagnato da leggeri morsetti, ha un effetto massaggiante sulla pelle. Stimola la microcircolazione e favorisce la crescita del pelo nuovo, contribuendo al rilassamento muscolare prima del sonno o dopo l’attività fisica.
- Gestione dello stress e autoregolazione emotiva: il leccamento è utilizzato anche come comportamento auto-calmante in quanto stimola la produzione di endorfine, che hanno uno scopo autogratificante. I gatti tendono a leccarsi in situazioni di disagio, ansia o confusione per ritrovare il proprio equilibrio. Li aiuta a scaricare la tensione dopo un evento stressante come una visita dal veterinario, rumori forti, conflitti con altri animali.
- Comunicazione e rituale sociale: nel contesto sociale felino, leccarsi reciprocamente è un gesto di fiducia, affiliazione e legame.
Per questo è utile per ridurre i conflitti e consolidare le relazioni tra gli individui appartenenti allo stesso gruppo sociale.
Ma cosa rende possibile, preciso ed efficace il leccamento? Il corpo del gatto.
Il gatto possiede una straordinaria flessibilità e coordinazione motoria: grazie alla colonna vertebrale elastica e alla mobilità delle articolazioni, riesce a raggiungere quasi tutte le parti del suo corpo durante la toelettatura.
La sua lingua è ricoperta da circa 300 escrescenze cornee a forma di uncino, composte da cheratina (la stessa sostanza di cui sono fatte le nostre unghie e capelli), che le conferiscono la caratteristica particolare di essere ruvida. Queste papille agiscono in profondità come un pettine naturale, utile a rimuovere il pelo morto e le eventuali sostanze depositate sul mantello.
IMPORTANTE INDICATORE DI SALUTE
Il grooming, inoltre, è anche un potente indicatore di salute: può segnalare un disagio quando diventa eccessivo – prendendo il nome di “overgrooming” -oppure quando è completamente assente.
L’ overgrooming si distingue dal normale per la frequenza e l’intensità: il gatto si lecca in modo ripetitivo, spesso concentrandosi su aree specifiche (come le zampe anteriori o la pancia), fino a provocare diradamento del pelo, arrossamenti o vere e proprie lesioni cutanee.
Le cause possono essere diverse: stress, ansia, allergie, dolore fisico o noia. Quest’ultima si manifesta soprattutto quando il gatto vive in un ambiente spoglio e poco stimolante.
Risulta fondamentale osservare e conoscere le abitudini del proprio gatto, per riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti nel comportamento. Se notiamo la presenza di segni evidenti sul pelo o sulla pelle, se il gatto si lecca eccessivamente o smette di leccarsi, è fortemente consigliato consultare il veterinario per escludere qualsiasi causa patologica e, successivamente, indagare e intervenire sulla causa scatenante.
In conclusione, il leccamento è molto più di una semplice pulizia: è un rituale quotidiano che parla di comfort, sicurezza e salute. Imparare a osservare come e quanto il gatto si lecca ci aiuta a comprenderne meglio i bisogni e a prenderci cura di lui in modo più consapevole.
Un gatto che si lecca è un gatto che comunica: sta a noi imparare ad ascoltarlo.
Elena Frati – Consulente in Cultura FelinaⓇ certificata -Emilia Romagna


