L’ambiente di vita del nostro gatto non è mai un ambiente asettico soprattutto se il nostro micio adora stare all’aria aperta oppure è un buon cacciatore.
L’infestazione da parassiti in un animale che vive in natura è abbastanza frequente, il gatto può contrarre parassiti in modo inconsapevole, cacciando, pulendosi le zampine dopo aver scavato nella terra etc.…è importante quindi valutare un esame delle feci nel nostro gatto almeno una volta l’anno.
I PARASSITI
I parassiti intestinali del gatto (ma anche del cane) sono microorganismi che si riscontrano nell’ambiente di vita e, interessano il tratto gastrointestinale dell’ospite. Esistono molti parassiti intestinali in natura e sono di solito specie specifici per la specie ma, sono tutti considerati delle zoonosi quindi l’uomo può diventare in ospite occasionale di determinati parassiti.
I piu comuni parassiti che possiamo riscontrare sono
Vermi tondi: ascaridi e tricocefali
Le uova di questi parassiti si trovano nell’ambiente. Il gatto può infestarsi con questi ospiti sgraditi pulendosi le zampine dopo aver scavato il terreno oppure predando animali infestati a loro volta. Una tipica trasmissione è quella attraverso il latto materno e le cure parentali. Questo genere di parassiti passa attraverso il latte e quindi i gattini possono infestarsi attraverso la poppata quotidiana.
Vermi piatti : tenia
Anche per questo parassita la contaminazione avviene attraverso l’ingestione di prede infette oppure attraverso l’ingestione di pulci infettate dal parassita
Protozoi: giardia e coccidi
Sono microorganismi esclusivamente visibili al microscopio la cui trasmissione è orofecale, il gatto si infetta mangiando prede infette o semplicemente pulendosi le zampe dopo essere stato in una zona infestata da questi microorganismi. Vivono in ambienti poco igienizzati e con acque stagnanti (giardia soprattutto)
Tutti questi parassiti hanno trasmissione e cicli vitali molto differenti da uno all’altro, gli ascaridi hanno cicli vitali di circa 20 giorni mentre i coccidi solo di 6-10 mentre le tenie, hanno cicli vitali piu lunghi intorno ai 30 gg
SINTOMATOLOGIA
Tutte le forme adulte dei vermi intestinali (sia piatti che tondi) vivono nel tratto intestinale dei nostri animali domestici e, competono con loro dal punto di vista nutritivo. Tutto quello che l’animale assimila con la dieta viene assimilato a sua volta dal parassita.
Il parassita, quindi, crea una disbiosi intestinale creando al gatto non pochi problemi dal punto di vista sanitario; i gattini soprattutto sono coloro che soffrono maggiormente di questa situazione di disbiosi perché la competizione alimentare porta i gattini ad avere feci molli, talvolta con la presenza di sangue e maleodoranti. Un altro dettaglio evidente in situazioni di infestazioni parassitarie è sicuramente il calo di peso ponderale o gattini che faticano a crescere in modo corretto, purtroppo le parassitosi limitano l’acquisizione dei nutrienti dalla dieta.
Per quanto riguarda invece i gatti ormai adulti è difficile capire se hanno in corso un’abbondante parassitosi in quanto le infestazioni possono essere subcliniche e quindi non dare sintomatologia evidente. L’unico campanello d’allarme può essere notato con la presenza di piccoli chicchi di riso intorno alla zona perianale che ci indicano la presenza di tenia nell’organismo o la presenza di veri e propri adulti nelle feci.
QUANDO EFFETTUARE L’ESAME DELLE FECI?
Un esame delle feci regolare del nostro gatto casalingo è una buona pratica veterinaria.
La scadenza dell’esame delle feci nell’arco di vita del nostro gatto dipende anche dalla sua routine quotidiana.
I gattini
Quando adottiamo un nuovo gattino è buona norma effettuare un esame delle feci prima di introdurlo nel nuovo ambiente se abbiamo ulteriori gatti per evitare contaminazioni tra coinquilini.
I vari parassiti intestinali che si vanno a indagare hanno cicli vitali di diversa durata, il veterinario alla prima visita di solito consiglia di raccogliere le feci che il gatto produce nell’arco delle 36/48 ore, questo serve per coprire un arco di vita maggiore dei vari parassiti.
L’esame consiste in una metodica che viene definita per “flottazione” ovvero si pongono le feci all’interno di un contenitore apposito e vengono immerse in una soluzione apposita per permettere ai parassiti e alle uova, di affiorare sulla superficie del liquido. Trascorso il tempo di sedimentazione, la soluzione viene controllata attraverso il miscroscopio. Discorso a parte bisogna fare invece se dobbiamo ricercare i protozoi come la giarda, in questo caso, viene effettuato un test rapido con una metodica diversa attraverso l’uso di un test antigenico.
Nel caso di negatività in entrambi i test ma con continua presenza di feci diarroiche, si consiglia di ripetere il test a distanza di qualche giorno.
Il gatto adulto
Per quanto riguarda invece il gatto adulto, l’esame delle feci può essere eseguito come esame di routine una volta all’anno nel caso abbiamo un gatto abituato a stare all’aperto e magari abituato a cacciare piccoli mammiferi e uccelli.
L’esame delle feci ci permette di conoscere la presenza o meno di parassiti ed avere un’idea piu precisa della salute del gattino. Una volta effettuato l’esame possiamo decidere il tipo di terapia da somministrare, purtroppo non esiste un’unica terapia vermifuga che funzioni su tutti i parassiti ma, bisogna cercare la terapia giusta. Non è oltremodo corretto, somministrare vermifughi alla cieca senza conoscere la presenza o meno del parassita e, non è corretto neanche somministrare vermifughi come prevenzione! Il vermifugo non è una medicina che serve a prevenire l’infestazione: Se si somministra un farmaco non attivo verso quel parassita, si rischia di protrarre l’infestazione dell’animale domestico e di prolungare l’eliminazione nell’ambiente domestico di un altro parassita. Questo comportamento può avere conseguenze sia sulla salute del pet che sulla nostra. L’unica prevenzione nei confronti del parassita può essere effettuata attraverso delle pratiche di igiene degli ambienti con prodotti appositi e, attraverso la prevenzione dei parassiti esterni come appunto le pulci, il resto dei parassiti deve essere trattato al momento dell’infestazione incorso, il rischio in questo caso è anche quello della “resistenza” al farmaco dal punto di vista biologico.
A cura della dott.ssa Buso Deborah



